APPROFONDIMENTI
A PROPOSITO DI CORONAVIRUS
Non è mia intenzione rappresentare l’ennesima fonte di informazioni relativa alla recente epidemia virale ma qualche precisazione penso sia opportuna. Voglio anche evitare di entrare nel merito di tutte quelle raccomandazioni che trovate, esposte in modo completo, sul sito del Ministero della Sanità e sul sito della Regione Lombardia. E nemmeno provo a cimentarmi con i numeri e i dati; innanzitutto perché non è di mia competenza ma soprattutto perché fare valutazioni statistiche ed epidemiologiche “in corso d’opera” è sempre molto rischioso.
Credo che fare un po’ di chiarezza non guasti.
Sulla terminologia:
– sentiamo dire… “infezione da Covid19”: non è il termine corretto perché questo nuovo virus (ribadisco nuovo mentre qualcuno sostiene che fosse già presente!) è stato definito Sars-Cov2 (in quanto risulta come una mutazione del virus della Sars di qualche anno fa). Covid19 è la definizione della malattia: COronaVIrusDisease19 (disease in inglese malattia).
Sul contagio:
– sentiamo dire… “evitare i contatti diretti”: per contatti diretti si intendono contatti ravvicinati “faccia a faccia” con i casi sospetti, aver soggiornato in uno stesso ambiente chiuso e di piccole dimensioni per un certo periodo con casi sospetti, aver viaggiato (aereo, treno, pullman) vicino a casi sospetti, aver soggiornato nella stessa casa di casi sospetti.
– sentiamo dire… ”non andate negli ospedali e negli ambulatori medici”: tutte le strutture ospedaliere, i laboratori ed i reparti che si occupano in prima linea di gestire questa emergenza hanno “percorsi” separati rispetto a tutte le altre strutture che ricevono pazienti e adottano tutti i sistemi di protezione e isolamento. Per quanto riguarda gli ambulatori, ogni medico è tenuto a monitorare con attenzione i pazienti che arrivano nel proprio studio e applica scrupolosamente tutte le procedure di sicurezza per sé ed i pazienti e procede regolarmente alla disinfezione degli ambienti.
– sentiamo dire… “addirittura le tendopoli davanti agli ospedali”: le tende sono state installate per favorire l’isolamento dalle altre strutture ospedaliere per quei pazienti o casi sospetti o conclamati che affluiscono in ospedale anziché contattare i numeri di riferimento forniti dalle autorità.
Il Coronavirus si sta dimostrando un avversario coriaceo, ma l’importante rimane osservare i consigli del Ministero della Salute e mantenere la calma, ognuno di noi dando il suo piccolo contributo quotidiano alla soluzione di questo problema


Il Coronavirus si sta dimostrando un avversario coriaceo, ma l’importante rimane osservare i consigli del Ministero della Salute e mantenere la calma, ognuno di noi dando il suo piccolo contributo quotidiano alla soluzione di questo problema
Sulla terapia:
– sentiamo dire… “non ci sono cure”: effettivamente un farmaco mirato e specifico per questa malattia non esiste ancora ma attualmente vengono eseguite terapie con due farmaci che danno buone prospettive di guarigione e che sono stati utilizzati per i 3 casi (curati con successo e ora dimessi in buona salute) assistiti all’Istituto Spallanzani di Roma. Inoltre, l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha indicato tali farmaci come i più promettenti sulla base dei dati disponibili. Purtroppo nei casi più gravi (pazienti debilitati o portatori di altre patologie) la terapia consiste anche nel supporto meccanico alla respirazione nei reparti di rianimazione. Infine appare molto promettente la terapia che utilizza il plasma sanguigno raccolto da persone guarite e somministrato ai soggetti malati (cura al momento adottata solo in Cina). Per quanto riguarda il vaccino saranno necessari alcuni mesi perché lo sviluppo di tali presidi richiede tempi e regole scientifiche attente e sicure ma già dal mese di aprile (secondo Cina e Stati Uniti) potrebbero iniziare le sperimentazioni.
In conclusione:
– sentiamo dire … “ma non abbastanza”: che la maggior parte dei contagiati è asintomatica, che la maggior parte dei malati ha sintomi lievi e non richiede terapie particolari e che la maggior parte dei malati guarisce.
– vorrei sentir dire più spesso … la parola chiave di questo periodo: buon senso da parte di tutti e aggiornamenti solo da parte degli addetti ai lavori.
– sentiamo dire… “che cosa succederà”: allo stato attuale risulta impensabile comprendere come la situazione evolverà. Quando si affronta un’emergenza di sanità pubblica caratterizzata da una scarsa conoscenza del patogeno responsabile è necessario adottare misure di contenimento dell’infezione ispirate al principio di precauzione, in modo da ridurre al minimo l’esposizione delle persone nonostante queste procedure portino a grossi disagi e danni alla popolazione. A mio giudizio (e non solo mio) la vera emergenza in questo momento è il rischio di sovraffollamento di alcune strutture ospedaliere e la tutela della popolazione anziana (vedi isolamento delle case di riposo).
Permettetemi di concludere con alcune semplici raccomandazioni pratiche per le persone che si presenteranno nel mio studio.
Sarà vietato l’accesso:
– a coloro che sono provenienti da zone in cui il contagio è più diffuso o che hanno avuto contatti con amici, parenti, conoscenti provenienti da zone di contagio
– a coloro che hanno avuto contatti diretti con sospetti contagiati o loro parenti, amici, conoscenti
– a coloro che sono stati in Cina negli ultimi 20 giorni o che hanno avuto contatto con qualcuno proveniente da quel paese
Per coloro che avranno accesso allo studio:
– limitare la permanenza nella sala d’attesa allo stretto necessario
– presentarsi con accompagnatori solo se la loro presenza è indispensabile.
Un’ultimissima considerazione: quando una popolazione si trova ad affrontare un problema che coinvolge tutti, ognuno di noi (secondo la propria specificità) deve contribuire alla soluzione; ciò rende più realizzabile l’esito favorevole e fortifica i popoli.