METODO
Il mio concetto di “salute”, peraltro e per fortuna ampiamente condiviso, è rappresentato dal raggiungimento e dal mantenimento di un equilibrio globale dato da un organismo sano, dall’armonia delle proprie emozioni e dei propri pensieri che circolano in modo fluido in un corpo integro ma in costante equilibrio con l’ambiente circostante. In questa visione, mente e materia, spirito e corpo, natura e cultura, mondo interno e mondo esterno non sono entità separate ma aspetti di un’unica realtà intrinsecamente dinamica. Ne consegue che anche la terapia deve seguire questo modello.
In questa “visione” il medico non “cura” ma mette a disposizione del malato il suo sapere, le sue conoscenze, la sua pratica, la sua esperienza, la sua empatia. “Terapia” è ricondurre o mantenere un individuo al massimo delle sue potenzialità partendo dal presupposto che il nostro organismo ha in sé meccanismi che agiscono costantemente per mantenere la salute e che la malattia che ne fa parte è il messaggio che qualcosa deve essere fatto tenendo sempre in considerazione il contesto nel quale si realizza.
Tutto questo avviene attraverso l’integrazione di tecniche e di atti terapeutici, apparentemente diversi tra loro, ma che intimamente seguono questa visione globale.
Il malato e la sua malattia sono inseparabili, questo è l’elemento fondamentale dell’approccio terapeutico che deve guidare il medico nel suo percorso diagnostico e curativo. L’essere umano dunque come un sistema biologico complesso caratterizzato da un elevato grado di ordine e con una sua propria individualità. In questo contesto il sintomo va considerato non come un evento da sopprimere ma come un messaggio da interpretare, un segnale del sistema, un avvertimento che, in una o più parti del sistema, esiste uno squilibrio talvolta generato anche da fattori esterni ai quali l’organismo non ha potuto porre rimedio.
La pratica medica che ne deriva è per sua natura globale nel senso che terrà conto da un lato dei processi che stanno alla base dei meccanismi patogenetici e delle manifestazioni cliniche e dall’altro del paziente nella sua globalità individuale ed in relazione al sistema socio-ambientale in cui è inserito. Con queste premesse risulta evidente che nell’applicazione di questi principi esiste la possibilità di utilizzare metodologie terapeutiche apparentemente diverse nel loro sviluppo tecnico o clinico ma che si ritrovano simili nel perseguire gli obiettivi di salute.