APPROFONDIMENTI

COVID 19… NEWS

Una ricerca clinica pubblicata su Science ha fatto emergere che i soggetti che si sono ammalati di Covid-19 posseggono una immunità duratura sufficiente per combattere una eventuale reinfezione. Monitorando i diversi tipi di anticorpi in soggetti guariti, si è riscontrato, anche a distanza di molti mesi, la conservazione di una immunità protettiva, anche se i ricercatori hanno sottolineato che tale immunità varia notevolmente da persona a persona. Questi dati sono estremamente importanti e confortanti in prospettiva immunità indotta da vaccino.

Per la diagnosi di Covid-19 il test molecolare eseguito su tampone naso-oro-faringeo con metodica Rt-Pcr rimane l’esame più attendibile in assoluto. Per quanto riguarda i cosiddetti test antigenici rapidi, solo quelli di ultima generazione hanno dimostrato di essere una valida alternativa. Questi test utilizzano una metodica definita “Immunofluorescenza con lettura in microfluidica” ed hanno una performance simile alla tecnica Rt-Pcr. I test di prima e seconda generazione hanno invece una sensibilità non ottimale e dunque la raccomandazione è che soggetti ai quali è stato comunicato un risultato negativo con questi test devono mantenere e adottare comunque tutte quelle procedure, norme e comportamenti indispensabili ad evitare ogni possibile contagio.

Facciamo il punto della situazione covid 19 in questo primo mese del 2021: cosa sta succedendo e a cosa dobbiamo fare attenzione?

Facciamo il punto della situazione covid 19 in questo primo mese del 2021: cosa sta succedendo e a cosa dobbiamo fare attenzione?

Una delle tante conseguenze della pandemia, magari meno appariscente ma altrettanto seria, è lo stato di stress a cui sono stati (e sono tuttora) sottoposti tutti gli operatori sanitari. Molti medici, infermieri e soccorritori hanno sviluppato in questimesi sintomi associabili all’enorme pressione a cui sono stati sottoposti in questi mesi di pandemia. Il problema si è verificato non solo in termini di maggior lavoro (più ore, più turni e meno riposo) ma anche per il fatto di aver lavorato sotto forte costrizione giorno dopo giorno, in una condizione spesso fatta di molte incognite, con la paura costante del contagio (per sé e per i propri famigliari), l’ansia legata alle difficoltà di assistere adeguatamente tutti i malati e talvolta con il senso di impotenza di fronte all’incombere della malattia. Cerchiamo di non dimenticare mai cosa ciò ha significato per queste persone e riflettiamo sui nostri comportamenti.

In un articolo inviato qualche tempo fa, avevo sottolineato il ruolo e l’importanza della flora batterica (intestinale ma non solo) nel mantenimento di un buono stato di salute. Tale relazione si è evidenziata anche per quanto riguarda il Covid-19. Una ricerca coreana ha confermato che la presenza di un microbiota (l’insieme dei microrganismi che convivono con l’organismo umano) alterato accentua la gravità di una infezione perché tale disfunzione consentirebbe un miglior “accesso” alla superficie delle mucose. Soprattutto le persone anziane o quelle con patologie croniche (guarda caso la percentuale più elevata di popolazione colpita) hanno una maggiore tendenza ad avere una barriera intestinale non integra e corrono quindi un maggior rischio di sviluppare una forma severa di Covid-19.

La Società Italiana di Pneumologia e FederFarma hanno organizzato una campagna promozionale denominata MisuriAMO2 con l’obiettivo di promuovere l’utilizzo del saturimetro soprattutto negli anziani e nei pazienti con patologie respiratorie croniche.
Il saturimetro è quel dispositivo medico che, applicato al dito del paziente, misura il grado di saturazione (da cui saturimetro) dell’ossigeno nel sangue, in altre parole, il livello di ossigenazione del sangue. Questo parametro è estremamente prezioso e indispensabile per identificare precocemente le complicanze polmonari da Covid-19.
La prima fase della campagna è rappresentata da uno screening rivolto a tutta la popolazione con la misurazione gratuita nelle farmacie aderenti all’iniziativa; la seconda fase si focalizzerà sul monitoraggio della “salute respiratoria” di pazienti selezionati durante la prima fase ai quali sarà distribuito gratuitamente un saturimetro per la misurazione e il monitoraggio autonomo dei livelli di saturazione dell’ossigeno. Tutti i dati raccolti serviranno a sviluppare interventi terapeutici o ricoveri più tempestivi e a sviluppare uno studio epidemiologico ma sarà anche utile ad evitare inutili allarmismi o ricoveri superflui.

Vaccino

Dai primi test di laboratorio sulla capacità dei vaccini di aggredire anche le “varianti” del virus da parte degli anticorpi prodotti emergono risultati confortanti. E’ necessario ricordare che con il termine variante si intende una mutazione non del virus (non diventa un altro virus) ma mutano solo una o più delle centinaia di caratteristiche del virus stesso. Si assiste in pratica a piccole variazioni di alcune proteine presenti nel virus che non determinano al momento una riclassificazione virale. Di queste mutazioni tra l’altro ne sono state già individuate diverse decine.
Tutta la documentazione scientifica attualmente in possesso permette di affermare che i vaccini da poco realizzati coprono anche eventuali varianti. Rimane il fatto che, nel caso dovessero comparire altre mutazioni più ampie e più complesse, risulterebbe tecnicamente agevole adeguare i vaccini attualmente a disposizione.

Le reazioni avverse più frequentemente osservate negli studi clinici e nella iniziale esperienza successiva all’autorizzazione per i due vaccini attualmente utilizzati (Pfizer e Moderna) sono quelle tipiche di ogni altra vaccinazione: arrossamenti e dolore nella sede d’iniezione, stanchezza, cefalea, dolori articolari e muscolari, febbre lieve, talvolta nausea. Se si intende segnalare un qualsiasi evento che si è verificato a seguito della somministrazione del vaccino ci si può rivolgere al proprio medico di base, al centro vaccinale che ha eseguito il vaccino oppure alla ASL di appartenenza. La segnalazione può essere effettuata anche direttamente da chiunque osservi o ne venga a conoscenza, sia esso sanitario o semplice cittadino, compilando una scheda disponibile sul sito dell’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) e, attraverso la funzione “VigiFarmaco”, inviarla seguendo la procedura guidata.

Sebbene il vaccino anticovid rappresenti una opportunità per tutta la popolazione mondiale, il reale impatto che può procurare non è a breve termine. E’ necessario non abbassare la guardia e mantenere tutte le misure di contenimento dell’infezione in maniera rigorosa. L’inizio della campagna vaccinale non significa che il nostro comportamento possa cambiare rispetto alla protezione dal contagio. Distanziamento fisico, mascherine (correttamente indossate) e igiene sono norme che devono rimanere assolutamente invariate. Il vaccino è un mezzo per tenere sotto controllo una malattia e solo a lungo termine per debellarla. La campagna vaccinale deve essere accompagnata da una elevata attenzione ai rischi di contagio ancora molto presenti.

Infine una curiosità che fa riflettere su come tutto cambia in situazioni come quella che stiamo vivendo da mesi (ormai da un anno). Durante la pandemia, tra i farmaci acquistati nelle farmacie è aumentato il consumo di ansiolitici mentre hanno mostrato una netta riduzione i farmaci per la disfunzione erettile ed i contraccettivi di emergenza (la pillola “del giorno dopo”).

Consentitemi di concludere con l’ennesima raccomandazione: è assolutamente indispensabile mantenere la massima attenzione ed il massimo rispetto di tutte le norme anticontagio. Abbiamo il vaccino ma l’infezione non si è fermata; probabilmente (in alcune regioni almeno) sta rallentando ma alla minima distrazione torna a crescere. Oltre a tutte le problematiche sanitarie e sociali che ciò determina ricordiamoci di tutti quei malati o semplici cittadini che hanno visto sospesi o posticipati (a chissà quando) esami clinici, terapie o interventi chirurgici per l’indisponibilità degli ospedali ad occuparsi anche di loro. Non dimentichiamo i problemi e le sofferenze di costoro.

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