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COMUNICARE AI TEMPI DEL CORONAVIRUS
La condizione di pandemia che stiamo ancora vivendo comporta, da parte delle autorità e delle istituzioni preposte, un continuo aggiornamento delle regole di comportamento indispensabili per combattere questo fenomeno. Per fare ciò i governi devono “informare” la popolazione sulle norme da seguire attraverso una sapiente gestione della “Comunicazione”. La cittadinanza, a questo proposito, si attende che la “comunicazione” sia chiara, precisa e mirata. Ma soprattutto tale operazione deve sviluppare una modalità di adesione e di condivisione indispensabili in momenti come questo. Purtroppo constatiamo quotidianamente che non sempre va in questo modo.
Per far sì che la popolazione si attenga alle misure sociali richieste per contrastare la diffusione del Covid 19, i governi dovrebbero dare messaggi chiari ed inequivocabili che abbiano valenze positive, adatti alla cultura e alla zona geografica e che non presentino toni autoritari e punitivi.
A tal proposito un gruppo di esperti ha pubblicato sul Journal of Epidemiology and Community Health una ricerca secondo la quale i messaggi autoritari e punitivi o che tendono a dividere socialmente avranno alla fine un effetto contrario. In particolare in questo studio è emerso che, rispetto per esempio al distanziamento sociale, deve esserci una guida sicura e specifica su quali comportamenti vanno adottati. I messaggi devono concentrarsi sull’importanza di come il cambiamento di comportamento protegga tutti sfruttando il principio di essere uniti contro il virus. Tale comunicazione dovrebbe evitare il tono autoritario, essere veicolata in maniera accattivante e magari provenire da persone che ispirano fiducia piuttosto che da politici o persone ritenute di parte.
Come dire… spesso la carota è meglio del bastone!