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SÌ MASK

In questi giorni stiamo assistendo a numerose contestazioni popolari di piazza. Non voglio entrare nel merito ma semplicemente limitarmi ad esprimere un personale distinguo.
Un conto sono coloro che manifestano lecite preoccupazioni rispetto al futuro lavorativo e sociale (mi riferisco a tutte quelle categorie di persone che hanno subito o stanno subendo gravi danni economici dovuti alla pandemia e che vogliono vedere riconosciuto e affrontato questo loro dramma). Altra storia sono quelli che si accaniscono contro l’evidenza scientifica dei fatti (il neonato Movimento No Mask). Ecco spiegato il titolo dell’articolo.

Che il distanziamento sociale e l’uso della mascherina siano fondamentali per combattere l’epidemia è sotto gli occhi di tutti ma ora a dirlo sono anche i numeri. L’autorevole rivista scientifica “Clinical Microbiology and Infection” ha pubblicatouno studio secondo il quale l’utilizzo della mascherina ed il rispetto del distanziamento fisico possono determinare un minor impatto sanitario della cosiddetta seconda ondata d’infezione da SarsCov-2.
In particolare i ricercatori hanno osservato, analizzando centinaia di persone, che i dati raccolti indicano chiaramente che grazie alle misure di contenimento si assiste al diminuire della diffusione del virus. Ma l’elemento nuovo e più importante è che si osserva in parallelo un abbassamento della carica virale riscontrabile nei pazienti.
Tutto questo si traduce non solo sul numero assoluto dei casi ma anche sulla gravità dei casi stessi contribuendo a mantenere i reparti Covid e quelli di terapia intensiva al di sotto della soglia critica di occupazione dei letti di degenza.

In conclusione l’uso della mascherina ed il rispetto del distanziamento sono fondamentali e possono contribuire realmente a rendere più gestibile questa seconda fase di epidemia, riducendo la pressione sul sistema sanitario nazionale e inducendo nella maggioranza dei casi Covid un minor aggravamento ed una ridotta probabilità di conseguenze negative.

Un doveroso chiarimento mi è stato sollecitato più volte negli ultimi tempi: la distinzione tra Quarantena ed Isolamento fiduciario. La quarantena inquadra i soggetti che sono contatti stretti di positivi al SarsCov-2 e si riferisce alla restrizione dei movimenti di persone sane che potrebbero essere state esposte all’agente infettivo con l’obiettivo di monitorare, per la durata del periodo di incubazione (14 giorni), l’eventuale comparsa di sintomi e identificare tempestivamente nuovi casi.
L’isolamento fiduciario riguarda chi è risultato positivo al SarsCov-2 e si riferisce alla separazione totale delle persone infette dal resto della comunità (a dalla famiglia) per la durata del periodo di contagiosità in ambiente e condizioni tali da prevenire la trasmissione dell’infezione.

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