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VIRUS… IN LACRIME
In base alle conoscenze attuali e considerando le ricerche eseguite negli ultimi mesi è ormai assodato che il Sars-Cov2 (esatta definizione del tipo di coronavirus responsabile dell’epidemia in corso) si diffonde attraverso il muco e le goccioline di saliva espulse tossendo o starnutendo. Non è ancora chiaro invece se il contagio possa avvenire attraverso altri liquidi corporei.
I ricercatori del National University Hospital di Singapore hanno studiato l’eventualità del contagio attraverso le lacrime. Gli esperti hanno raccolto campioni di lacrime da soggetti che risultavano contagiati dal virus e che presentavano già i sintomi di malattia. Ebbene, tutti i campioni analizzati sono risultati negativi, sia per la ricerca del virus (ricerca colturale) sia per la ricerca di altri parametri biochimici indicativi di sospetta presenza.
Considerando questi dati ed allo stato attuale delle ricerche il virus non sembra presente nelle lacrime e dunque il rischio di trasmissione attraverso questa via appare molto improbabile. Ciò nonostante è importantissimo ricordare che il contagio può avvenire anche attraverso la via oculare (ossia mediante un contatto diretto con la mucosa oculare, la congiuntiva). Quando una persona malata tossisce, starnutisce o parla, le particelle di saliva possono essere diffuse dalla bocca verso il viso di una persona. Il contagio più probabile avviene perché queste goccioline di saliva vengano inalate da naso e/o bocca ma potrebbero entrare nell’organismo anche attraverso gli occhi. E’ anche per questo motivo che, tra le indicazioni di protezione dal contagio fornite dalle Autorità, c’è sempre anche quella di non portarsi le mani agli occhi.
Altre questioni, relative alle vie di contagio, rimangono aperte ed in particolare se possa esistere anche una trasmissione oro-fecale; questa nuova via di contagio, qualora fosse confermata, potrebbe assumere una rilevanza notevole soprattutto per paesi dove più sono carenti le norme igienico-sanitarie.